Valorizzazione delle piante officinali tradizionali. Il progetto EcoFABULAnds
Di Redazione
All’incontro hanno partecipato aziende agricole, ricercatrici e ricercatori, esperte ed esperti della formazione e della consulenza, nonché persone che trasformano le piante medicinali in alimenti, cosmetici o altri prodotti. Anche chi sta seguendo una formazione specifica o intende avvicinarsi a questo settore è coinvolto nell’iniziativa. L’incontro di ieri è servito innanzitutto a conoscere le diverse esperienze e necessità dei partecipanti e a rafforzare la rete di contatti tra gli attori del settore. Nei prossimi mesi, da questo confronto dovrebbero nascere ipotesi di ricerca condivise e ulteriori attività comuni.
«Vogliamo mettere in contatto le persone che si occupano della coltivazione, della produzione e della trasformazione delle piante medicinali affinché possano conoscersi e riflettere insieme su come sviluppare ulteriormente questo settore», afferma Leonardo Montagnani, professore della Facoltà di Scienze agrarie, ambientali e alimentari di unibz e responsabile del progetto. L’obiettivo non è soltanto individuare nuove soluzioni per l’Alto Adige. Strutture già ben funzionanti, esperienze consolidate e soprattutto le avanzate disposizioni normative dell’Alto Adige in questo ambito potrebbero infatti rappresentare un modello interessante anche per altre regioni europee.
Il progetto EcoFABULAnds, finanziato con fondi europei, è attivo dal 2025 ed è coordinato dalla Humboldt-Universität zu Berlin. In cinque Living Lab europei, ovvero spazi regionali di sperimentazione e scambio tra ricerca e pratica, vengono sviluppate e testate soluzioni agroecologiche in contesti territoriali molto diversi tra loro. Mentre in Alto Adige l’attenzione è rivolta alle piante medicinali, nell’Irlanda meridionale il focus è posto su approcci bioregionali per sistemi alimentari e paesaggi più resilienti. Nella regione Berlino-Brandeburgo il progetto studia nuove relazioni tra città e campagna e la competizione nell’uso del territorio; nell’Ungheria meridionale si concentra sul rilancio dei sistemi tradizionali di orticoltura e frutticoltura; a Cipro vengono invece sperimentati modelli di produzione e consumo basati sull’economia circolare. L’obiettivo è sviluppare, insieme alle comunità locali e agli altri soggetti coinvolti, soluzioni applicabili anche oltre i confini delle singole regioni.
Nell’ambito del Living Lab altoatesino, oltre al lavoro di networking, si punta anche a diffondere le conoscenze sulle piante medicinali tradizionali e sui loro utilizzi. A tale scopo sono coinvolti diversi partner locali, tra cui la cooperativa Donne Nissá Frauen, l’azienda biologica di erbe aromatiche, fiori e frutta Noàl o il collettivo di graphic design Marameolab. Sul piano scientifico, la ricercatrice Silvia Cannucci della Facoltà di Scienze agrarie, ambientali e alimentari studia il ruolo e le funzioni che le piante medicinali tradizionali autoctone svolgono negli ecosistemi.
Oltre alla coordinatrice Humboldt-Universität zu Berlin, il consorzio universitario comprende attualmente l’Università di Pécs in Ungheria, la Libera Università di Bolzano, la Open University of Cyprus, la South East Technological University e l’University College Dublin in Irlanda. Un ulteriore partner del progetto è l’Amministrazione del Senato di Berlino per la Mobilità, i Trasporti, la Protezione del Clima e l’Ambiente.
Persone nell’articolo: Leonardo Montagnani, Silvia Cannucci