Una saudade versione Sunrise
Di Massimo Eccli
Il Nord del Portogallo è diverso dalle grandi città affacciate sul mare, o dalla malìa delle coste e delle campagne meridionali. La popolazione è discreta e autentica, e quella di Viana do Castelo non fa eccezione.
È a Viana che ho trascorso, in un inizio di luglio fortunatamente stemperato dalla brezza marina, il mio scambio contemplato nel programma Erasmus+ Mobility che trova contrappunto nelle intese della rete Sunrise.
Ospite di IPVC, Universidade Politécnica con ben sei sedi distribuite fino al confine con la Spagna, ho affiancato il team dell'Ufficio Comunicazione e partecipato a diversi incontri conoscitivi focalizzati su temi quali il cerimoniale, le procedure legate all'organizzazione degli eventi, la raccolta di fondi esterni, il rapporto simpatetico con le autorità, e così via.
Al di là del mero cambio d'aria che l'esperienza garantisce, di cui farò tesoro a lungo a partire dall'imminente autunno che, tanto per cambiare, si staglia molto intenso, è l'umanità delle persone che mi ha colpito. La didascalica prevedibilità dei confronti tra buone pratiche ha lasciato spesso il posto a racconti se vogliamo più sentimentali della vita comunitaria: il ruolo degli uffici nell'individuare e cercare di risolvere criticità e frizioni relazionali al di là del mero dovere professionale.
I cinque giorni sono trascorsi vivacemente, in principale compagnia di Susana Caravana e Olga Pereira Costa del citato ufficio, non senza fare conoscenza dell'amministrazione più allargata, fino alla Vicepresidente Ana Paola Moreira Rodrigues do Vale. Sorprendente trovarvi Giulia Gennaro, studentessa unibz lì incaricata per costituire un servizio di supporto media all'accademia.
Viana e IPVC mi hanno lasciato un senso di appartenenza colorato di saudade. E ti rendi conto dell'importanza della sopravvivenza di programmi di scambio come questi, soprattutto in un clima di oramai sempre più palese attacco allo spirito europeista.