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Libera Università di Bolzano

Fixing Fashion – Riparare i vestiti, rivoluzionare il sistema

Dal 21 al 25 aprile, Fashion For Future invita a ripensare il rapporto con l’abbigliamento e a contribuire attivamente al cambiamento.
I promotori di Fashion for Future. Foto: Anna Mayr
I promotori di Fashion for Future. Foto: Anna Mayr

L’industria della moda è sempre più sotto accusa a livello globale: filiere opache, condizioni di lavoro precarie, inquinamento ambientale e dipendenza dalle risorse fossili continuano a caratterizzare il settore. Parallelamente cresce anche la resistenza: sono sempre più numerose le iniziative che promuovono alternative eque e sostenibili, anche in Alto Adige. Renderle visibili, metterle in rete e coinvolgere attivamente le persone è uno degli obiettivi centrali di Fashion For Future.

Al centro dell’edizione di quest’anno vi è uno dei principi guida del movimento internazionale Fashion Revolution: “First we mend our clothes, then we mend the system.” Prima ripariamo i nostri vestiti, poi ripariamo il sistema. Riparare diventa così un’attitudine, ma anche un atto politico contro la fast fashion e il consumismo.

L’evento centrale del festival si terrà il 22 aprile alle ore 16 al Waag Café di Bolzano. La consulente internazionale per la sostenibilità Caterina Occhio analizzerà le catene globali di approvvigionamento e offrirà una lettura critica dell’etichetta “Made in Italy” nel contesto internazionale. A seguire, la designer e ricercatrice Alexandra Fruhstorfer inaugurerà la mostra “Inside Dust”, che mette in luce i limiti delle promesse di riciclo nel settore della moda e il persistente legame tra tessili e petrolio. La mostra sarà accompagnata da visite guidate quotidiane, workshop pratici e installazioni multimediali, invitando il pubblico ad approfondire gli aspetti critici della cultura materiale tessile contemporanea.

Gli altri appuntamenti affronteranno alcune delle principali sfide del settore: workshop e conferenze su fibre tessili derivate dal petrolio, greenwashing, cura dei capi, diritto alla riparazione e certificazioni Fairtrade e di sostenibilità. Formati pratici, come i workshop di upcycling – ad esempio con paracadute dismessi – e i progetti collettivi di cucito promossi da studenti e studentesse della Facoltà di Design e Arti, inviteranno il pubblico a mettersi in gioco e a sperimentare alternative concrete al consumo. La maggior parte degli eventi si svolgerà a Bolzano, tra la WAAG Haus e la Libera Università di Bolzano.

La sfilata alternativa si terrà venerdì 24 aprile alle ore 17 in Piazza del Grano a Bolzano. Modelli e modelle volontari di tutte le età e generi sfileranno in passerella presentando i loro look preferiti, equi e sostenibili: un’occasione per celebrare capi riparati, indossati a lungo e prodotti nel rispetto delle persone e dell’ambiente.

Un ulteriore focus sarà dedicato ai caffè del cucito negli spazi pubblici di Bolzano, Bressanone, Merano e Brunico. Ispirati al “Mend in Public Day”, portano consapevolmente la riparazione nello spazio pubblico: le persone portano i propri abiti, li rammendano, li cuciono e li riparano insieme, lanciando un messaggio chiaro: riparare non è una soluzione di ripiego, ma un contributo attivo al necessario cambiamento sistemico. Il festival sarà inoltre accompagnato da una campagna di affissioni nelle Botteghe del Mondo e nelle città dell’Alto Adige, nonché da una mostra informativa sulla produzione tessile globale curata dall’OEW. Quest’anno circa 40 volontari e volontarie contribuiranno alla realizzazione del festival, rendendo Fashion For Future uno spazio vivo di scambio, creatività e azione condivisa.

Fashion For Future si svolge in concomitanza con il Fashion Revolution Day internazionale del 24 aprile, durante il quale in oltre 75 Paesi vengono organizzate iniziative per promuovere un’industria della moda più equa e trasparente. Come parte di questo movimento globale, il festival unisce prospettive internazionali e impegno locale, dimostrando che ogni scelta quotidiana, dall’acquisto alla riparazione, può contribuire a un cambiamento più ampio.

Per il quarto anno, l’organizzazione è curata dall’OEW – Organizzazione per Un mondo solidale, dalla Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, dalla rete delle Botteghe del Mondo dell’Alto Adige e da Susanne Barta, esperta di slow fashion. L’iniziativa è sostenuta dalla Provincia Autonoma di Bolzano – Ufficio Volontariato e Solidarietà, dal Competence Centre for Sustainability, dal Ministero federale austriaco per l’arte e la cultura, dall’Università di Arti Applicate di Vienna, dall’Unione Europea e dal Forum Culturale Austriaco di Milano. Il programma completo è disponibile su: fashionforfuture.bz.it