Dies academicus 2026: una cerimonia nel segno del futuro e della responsabilità
By Editorial Team
Il Dies academicus è uno dei momenti più significativi dell’anno universitario: un’occasione per ripercorrere insieme i risultati raggiunti, valorizzare il contributo della comunità universitaria e, al tempo stesso, guardare alle sfide e alle opportunità future. Tra gli ospiti della cerimonia quest’anno figuravano, accanto a rettori e rettrici e docenti di altri atenei, anche l’assessore provinciale Philipp Achammer, il vicesindaco di Bolzano Stephan Konder e numerose personalità della vita pubblica altoatesina.
Nel suo primo discorso di apertura in qualità di presidente della Libera Università di Bolzano, Federico Giudiceandrea ha sottolineato il ruolo particolare di unibz come ponte tra gruppi linguistici, scienza, economia e società. Proprio in quanto piccolo ateneo, unibz deve sviluppare in modo mirato i propri punti di forza e puntare sulla qualità, sulla visibilità internazionale e su solide collaborazioni. «Siamo una piccola università, ma con un obiettivo chiaro: essere un’università di qualità, riconosciuta in Europa per ciò che sa fare davvero bene», ha sottolineato Giudiceandrea. Guardando al futuro, ha aggiunto: «Il futuro di un’università non nasce evitando i cambiamenti. Nasce affrontandoli insieme, con coraggio, misura e lungimiranza».
Il rettore, prof. Alex Weissensteiner, ha ripreso nel suo intervento il tema della responsabilità sociale dell’università. Richiamandosi allo scrittore ed ex presidente ceco Václav Havel, ha sottolineato l’importanza del pensiero critico, della libertà intellettuale e di una cultura del dibattito aperta negli atenei. «La scienza non vive di conformismo. La scienza vive della disponibilità a porre domande, anche domande scomode», ha affermato Weissensteiner. Le università devono continuare a essere luoghi in cui siano centrali non l’adattamento, ma il pensiero indipendente, il dialogo e la responsabilità sociale.
La prolusione, dal titolo “Conservare – Rinnovare – Mettere in discussione – Osare. Il futuro delle università”, è stata tenuta dal prof. Jens Schneider, rettore della TU Wien e presidente di TU Austria (associazione che raggruppa le tre più importanti università tecnologiche austriache, la TU Wien, la TU Graz e l’Università di Leoben. Nel suo intervento Schneider ha delineato l’immagine di un’università chiamata ad affermarsi nuovamente in tempi segnati dall’intelligenza artificiale, da trasformazioni geopolitiche e da una crescente pressione sociale, senza però perdere il proprio nucleo fondante. Le università sono luoghi della ragione critica, della libertà intellettuale e della responsabilità nei confronti della società e della democrazia. La scienza non deve orientarsi esclusivamente in base ai ranking, alla spendibilità immediata o alle tendenze tecnologiche, ma deve creare spazi in cui possano nascere conoscenza, restare aperte le domande e confrontarsi prospettive diverse. «Il compito è questo: conservare ciò che è centrale. Rinnovare ciò che si è irrigidito. Mettere in discussione ciò che è discutibile. Osare ciò che è necessario», ha spiegato Schneider.
Nell’ambito della cerimonia, l’ex-presidente Friedrich Schmidl è stato insignito della Medaglia al merito della Libera Università di Bolzano. In qualità di vicepresidente esecutivo dal 1998 al 2002 e, successivamente, di presidente della Libera Università di Bolzano dal 2002 al 2006, Schmiedl ha contribuito per molti anni allo sviluppo dell’ateneo. Con la Medaglia al merito, l’Università rende omaggio a personalità della vita pubblica che l’hanno sostenuta e arricchita in modo particolare, contribuendo a plasmarne lo sviluppo scientifico e culturale. La laudatio è stata pronunciata dal direttore di unibz Günther Mathà, che ha sottolineato il grande impegno di Schmidl, la sua lungimiranza e il suo profondo legame con l’Università del territorio.
Nel corso del Dies Academicus di quest’anno sono stati presentati tre nuovi professori e professoresse: Inge Hinterwaldner, Thomas Maran e Andrea Polo.
Un altro momento significativo della cerimonia è stato il conferimento dei “Best Teacher Awards”, promossi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, a docenti che si sono distinti per la qualità del loro insegnamento. Ogni anno oltre 800 giovani altamente qualificati completano il loro percorso alla Libera Università di Bolzano e molti di loro portano le proprie competenze nelle imprese e nelle istituzioni del territorio. Presupposto fondamentale è un’offerta didattica di elevata qualità. Il “Best Teacher Award 2026” è stato assegnato ai ricercatori e docenti Giulia Cordin e Luca Gualtieri e ai proff. Andrea Polo, Paola Rovelli e Alessandro Vietti.
A chiudere il Dies academicus è stato un momento speciale nel segno della connessione e della collaborazione: durante la cerimonia è stato sottoscritto un accordo-quadro tra la Libera Università di Bolzano e Südstern, la rete delle altoatesine e degli altoatesini all’estero. Questa partnership intende mettere in relazione persone, idee e opportunità: crea nuovi contatti per tirocini e prospettive professionali, sostiene collaborazioni nella ricerca e pone le basi per iniziative comuni e per un intenso scambio di conoscenze ed esperienze.
L’accompagnamento musicale della cerimonia è stato affidato all’ensemble di trombe del Conservatorio Claudio Monteverdi di Bolzano, diretto dal prof. Marco Pierobon.
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