Due Facoltà puntano sulla continuità
Di Redazione
Alla Facoltà di Scienze della Formazione, il prof. Paul Videsott succede alla prof.ssa Antonella Brighi. Professore di Filologia romanza, Videsott ha già guidato la Facoltà dal 2017 al 2023 per due mandati consecutivi. Nella Facoltà dirige la sezione ladina del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, che forma insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.
Il suo ritorno alla guida della Facoltà è vissuto come un servizio all’istituzione: «Mi identifico pienamente con gli obiettivi della Facoltà e desidero contribuire al loro raggiungimento», afferma Videsott. Nei prossimi tre anni, intende rafforzare ulteriormente il ruolo della Facoltà all’interno dell’Università e dell’Alto Adige, nonché a livello nazionale e internazionale. «Il nostro obiettivo è portare la Facoltà di Scienze della Formazione a occupare il ruolo centrale che le compete in virtù dei suoi risultati, delle sue competenze, delle sue specializzazioni e delle sue caratteristiche distintive», aggiunge.
Il nuovo preside della Facoltà dedicherà attenzione particolare al consolidamento dei corsi di studio esistenti e allo sviluppo di nuovi percorsi formativi. A più lungo termine, Videsott intende inoltre creare le condizioni per la realizzazione di un modello di scuola dell’infanzia e di scuola primaria, in cui università e pratica pedagogica si incontrino e sperimentino insieme metodi innovativi di insegnamento e apprendimento.
In questo momento di passaggio del testimone, Videsott esprime un sentito ringraziamento alla presidenza della prof.ssa Antonella Brighi e ai due vice-presidi, prof. Reinhard Tschiesner e Attilio Carraro: «Sono stati tre anni non facili, ma sono state adottate misure importanti di cui oggi possiamo beneficiare. Il significativo aumento delle candidature registrato quest’anno conferma la bontà del lavoro svolto», precisa. A supportarlo in questo nuovo mandato saranno la prof.ssa Heidrun Demo, in qualità di vice-preside alla Didattica, e il prof. Robert Philipp Wagensommer, che assumerà il ruolo di vice-preside alla Ricerca e alla Terza Missione. Demo dirige il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria ed è esperta di educazione inclusiva, mentre Wagensommer è professore di Didattica della Biologia.
Gobbetti alla guida per altri tre anni
Anche il prof. Marco Gobbetti può contare su una solida esperienza nel ruolo di Preside. Microbiologo alimentare, ha guidato la Facoltà di Scienze e Tecnologie dal 2021 al 2023. Dalla riorganizzazione della Facoltà è nata nel 2023 la Facoltà di Scienze agrarie, ambientali e alimentari, che Gobbetti dirige da allora e della quale manterrà la guida per altri tre anni.
«Grazie all’eccellente lavoro delle colleghe e dei colleghi abbiamo avviato un importante processo di sviluppo, sia in termini di attrazione degli studenti sia nei settori della ricerca e della Terza Missione», spiega Gobbetti, «ora dobbiamo proseguire con determinazione su questa strada».
Gobbetti individua l’ampliamento dell’offerta formativa con almeno due nuovi corsi di studio e il potenziamento di quelli già esistenti tra gli obiettivi principali del nuovo mandato. Parallelamente, la Facoltà intende aumentare il numero di studenti, rafforzare il corpo accademico e attrarre giovani ricercatrici e ricercatori di talento. «Questo processo ci permetterà di arrivare preparati al trasferimento nel NOI Techpark, che sarà la nostra futura sede, con una struttura efficiente e competitiva. Ci attende molto lavoro, ma è proprio questa sfida a motivarmi», afferma Gobbetti.
Anche nella composizione della Presidenza, Gobbetti punta sulla continuità. Il prof. Christian Fischer continuerà a ricoprire il ruolo di vicepreside alla Didattica, mentre il prof. Fabrizio Mazzetto manterrà quello di Vicepreside alla Ricerca. «Se parliamo di continuità, questa deve riflettersi anche nella composizione della Presidenza», conclude Gobbetti.
Le posizioni di vertice della Facoltà di Economia, della Facoltà di Ingegneria e della Facoltà di Design e Arti saranno rinnovate nel corso dei prossimi uno o due anni; gli attuali mandati potranno essere eventualmente prorogati.
Persone nell’articolo: Marco Gobbetti, Paul Videsott