unibz tra le prime 3 università italiane per crescita delle laureate STEM
Di Redazione
STEM è l’acronimo di Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, discipline fondamentali per l’innovazione, la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile. Secondo i dati di Talents Venture, nel 2024 il 26% dei titoli di studio conseguiti in Italia ha riguardato discipline STEM. La percentuale italiana di donne in questi percorsi si attesta intorno al 40%, un valore superiore alla media europea del 35%.
Anche unibz registra un andamento positivo: secondo un’elaborazione dei dati AlmaLaurea, nel 2024 hanno conseguito un titolo in un corso di laurea STEM 127 dei complessivi 789 laureati e laureate dell’Ateneo, di cui 36 donne. La quota di laureate nei corsi STEM di unibz è così aumentata dal 22% al 29% nel periodo compreso tra il 2014 e il 2024. Questo incremento di sette punti percentuali colloca unibz tra le prime tre università italiane con meno di 10.000 studenti per crescita della presenza femminile nelle discipline STEM. Solo l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano registra un aumento maggiore, pari al 10%, mentre l’Università IUAV di Venezia si colloca allo stesso livello di unibz con un incremento di sette punti percentuali.
«La presenza delle donne nei corsi di studio STEM è un elemento chiave per lo sviluppo scientifico e tecnologico del Paese, poiché favorisce le pari opportunità, arricchisce il dibattito accademico e promuove un’innovazione più inclusiva e competitiva», sottolinea il Prorettore alla Didattica, prof. Marco Baratieri.
Anche la prof.ssa Tanja Mimmo, Prorettrice alla Ricerca e Innovazione, ritiene che la presenza delle donne nella ricerca sia urgente e ancora troppo scarsa: «Ad unibz il nostro obiettivo è creare condizioni concrete affinché sempre più studentesse possano trasformare le proprie competenze in ricerca di eccellenza e in un’innovazione ad alto impatto, capace di lasciare un segno sul territorio e oltre».
La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e si celebra ogni anno l’11 febbraio, con l’obiettivo di promuovere per donne e ragazze l’accesso pieno ed equo alla scienza.
Persone nell’articolo: Marco Baratieri, Tanja Mimmo