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Libera Università di Bolzano

Ad unibz l’evento conclusivo del progetto dedicato a nuovi approcci contro il bostrico tipografo

Il 29 maggio il Centro di Competenza per la Salute delle Piante presenterà i risultati del progetto “Possibilità di controllo del bostrico tipografo” in occasione di un evento concluso.

Di Redazione

Primo piano di un piccolo coleottero nero su una superficie chiara
Ips typographus. Foto: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ips_typographus_3_bialowieza_forest_beentree.jpg

I danni causati dalle tempeste, i periodi di siccità e l’aumento delle temperature stanno mettendo sempre più sotto pressione i boschi dell’Alto Adige. Particolarmente colpiti sono i boschi di protezione, cioè i boschi che proteggono paesi e strade da frane, valanghe e dalla caduta di massi. I popolamenti forestali indeboliti diventano così più vulnerabili all’infestazione del bostrico tipografo dell’abete rosso, compromettendo nel lungo periodo la loro importante funzione protettiva.

Come comprendere meglio il bostrico e garantirne un contenimento nel lungo termine? Queste le domande al centro del progetto di ricerca “Possibilità di controllo del bostrico tipografo”, condotto dal Centro di Competenza per la Salute delle Piante di unibz in collaborazione con Eurac Research e finanziato dalla Provincia autonoma di Bolzano.

Uno degli obiettivi principali del progetto è stato lo studio dei batteri e dei funghi associati al parassita, nonché dei patogeni e degli antagonisti naturali del coleottero, che svolgono un ruolo significativo nella sua biologia. I ricercatori hanno inoltre analizzato il comportamento di svernamento e il cosiddetto voltinismo, ossia la capacità del parassita di produrre più generazioni all’anno. Questo fattore influisce in modo determinante sulle dinamiche di popolazione del coleottero e determina la rapidità con la quale la sua popolazione può svilupparsi nelle diverse aree. Le nuove conoscenze acquisite contribuiranno in futuro a valutare con maggiore precisione il potenziale di danno del bostrico.

 A tal fine sono stati mappati e analizzati gli eventi di danno forestale nelle Alpi italiane nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023 utilizzando i dati di Sentinel-2. In questi cinque anni il 6,2 per cento della superficie forestale è stato interessato da danni. Di questi, la maggior parte (pari al 2,8 per cento) è stata causata dal bostrico, che ha colpito in modo particolarmente intenso i boschi di protezione. Parallelamente sono state analizzate future strategie selvicolturali per rafforzare nel lungo periodo la resilienza delle foreste nei confronti del bostrico.

 «Nel corso del progetto siamo riusciti ad acquisire importanti conoscenze sulla complessa interazione tra il bostrico tipografo dell’abete rosso e gli organismi che ne influenzano lo sviluppo. Allo stesso tempo sono stati elaborati approcci innovativi per individuare precocemente le infestazioni e sviluppare strategie a lungo termine per foreste più resilienti», spiega Hannes Schuler, professore di Entomologia Agraria e Forestale della Facoltà di Scienze agrarie, ambientali e alimentari e vicedirettore del Centro di Competenza per la Salute delle Piante.

Oltre alla presentazione dei risultati del progetto, relatrici e relatori ospiti delle Università BOKU di Vienna, di Friburgo e di Padova offriranno una panoramica sugli attuali approcci di ricerca e sulle nuove strategie per il contrasto al bostrico tipografo dell’abete rosso. L’evento si svolgerà in lingua tedesca e italiana. Gli interventi saranno tenuti nella lingua madre dei relatori e delle relatrici.

L’evento si terrà il 29 maggio, dalle 8:30 alle 13:00, presso il Campus di Bolzano Centro.

Persone nell’articolo: Hannes Schuler

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