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Georgofili protagonisti in Europa con unibz

Il primo posto allo UEAA Best Abstract Competition 2025 è stato vinto grazie a un lavoro di ricerca dei proff. Mazzetto, Cesco, Orzes e Pii.

By Arturo Zilli

Quattro ritratti di uomini in ambienti universitari interni: aula, finestra, corridoio con piante e corridoio moderno.
I proff. unibz co-autori dello studio premiato. Foto: unibz

L’Accademia dei Georgofili si segnala in ambito europeo grazie ai risultati ottenuti nello UEAA Best Abstract Competition 2025, la competizione promossa dalla Union of European Academies for Sciences Applied to Agriculture, Food and Nature, che riunisce le accademie attive nei settori dell’agricoltura, dell’alimentazione e della natura. Su 42 contributi presentati da 9 Paesi europei, due lavori riconducibili ai Georgofili hanno conquistato il primo e il terzo posto ex aequo, confermando la capacità dell’istituzione di esprimere ricerca competitiva su temi centrali per il futuro dell’agricoltura.

Il riconoscimento più alto è andato al lavoro “One Health and agriculture: bridging data gaps to tackle environmental chemical loads, coordinato da Stefano Cesco e Fabrizio Mazzetto della Libera Università di Bolzano (con co-autori anche i proff. Guido Orzes e Youry Pii), in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e la Wageningen University. Il contributo affronta un tema di grande attualità: la piena integrazione dell’agricoltura nell’approccio One Health, che, pur comprendendo formalmente anche la salute delle piante, risulta ancora non adeguatamente considerata, rispetto ai domini animale e umano, nelle scelte politiche e nelle applicazioni operative relative alla valutazione degli input chimici nell’ambiente. Lo studio evidenzia in particolare come le attuali lacune conoscitive e la frammentazione dei sistemi di raccolta, elaborazione e condivisione dei dati non consentano ancora di definire con sufficiente precisione il ruolo e il peso relativo dei diversi domini (vegetale, animale e umano) in una prospettiva realmente integrata di One Health. Ne deriva l’esigenza di fondare le politiche su basi informative solide, armonizzate e comparabili, evitando impostazioni predefinite che, se non adeguatamente calibrate, rischiano di risultare poco efficaci.

Il lavoro sottolinea inoltre che le strategie ispirate alla One Health devono basarsi sul coinvolgimento attivo non solo dei decisori pubblici, ma anche degli operatori del sistema agricolo, delle professioni tecniche (agronomi, forestali e professionisti del settore zootecnico) e della comunità scientifica di riferimento. Solo la conoscenza diretta dei contesti produttivi, pedologici e climatici consente infatti di definire misure equilibrate, realistiche e applicabili. Il messaggio che emerge è chiaro: la tutela della salute e dell’ambiente, in un’ottica One Health, non può prescindere dalle esigenze e dalle sfide proprie dell’agricoltura, chiamata a garantire produzione di cibo, sicurezza alimentare, qualità nutrizionale e sostenibilità dei sistemi produttivi.

Il terzo posto ex aequo è stato invece assegnato a “Framework for the selection of wheat varieties for arid agroecosystems”, coordinato da Marco Napoli e Simone Orlandini dell’Università di Firenze, in collaborazione con la Fondazione per il Clima e la Sostenibilità di Firenze. Il lavoro propone un quadro analitico multidimensionale per selezionare varietà di frumento adatte agli agroecosistemi aridi e semi-aridi, integrando variabili agronomiche, efficienza nell’uso dell’azoto, stabilità produttiva e redditività economica.

Considerati nel loro insieme, i due risultati ottenuti nello UEAA Best Abstract Competition 2025 restituiscono un quadro coerente. Da un lato, emerge la necessità di migliorare la qualità delle basi conoscitive su cui si fondano le politiche pubbliche in materia di salute, ambiente e agricoltura; dall’altro, si conferma l’importanza dell’innovazione agronomica come leva per adattare i sistemi produttivi a condizioni climatiche sempre più complesse.

Per l’Accademia dei Georgofili, questi riconoscimenti – ottenuti grazie all’apporto fondamentale di scienziati di unibz – rappresentano un segnale di rilievo sul piano scientifico e istituzionale. Premiano infatti contributi diversi per impostazione e contenuti, ma accomunati dalla capacità di affrontare questioni strategiche per l’agricoltura europea: sostenibilità delle produzioni, efficacia delle politiche, sicurezza alimentare e adattamento ai cambiamenti ambientali.

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