Programmatori altoatesini in erba premiati alla FIRST® LEGO® League
By Giulia Maria Marchetti
Il 14 febbraio a Bolzano, all’Istituto Rainerum, il team HOLA, guidato dalla ricercatrice unibz Madalina Ciobanu e coordinato dalla professoressa Ilenia Fronza, ha ottenuto il premio “Stella Nascente” alla FIRST® LEGO® League, la competizione internazionale per studenti e studentesse dai 9 ai 16 anni. La tappa di Bolzano ha visto 16 squadre e circa 160 partecipanti confrontarsi in prove tecniche e in progetti con un tema molto particolare: l’archeologia. Il riconoscimento premia lo spirito, l’impegno e il potenziale della squadra esordiente, che alla sua prima partecipazione ha dimostrato grande spirito di collaborazione e capacità innovativa nelle soluzioni proposte.
L’idea è nata da Coder Space, l’iniziativa di HOLA che, da ottobre a febbraio, ha coinvolto 24 ragazze e ragazzi (9–16 anni) in attività pratiche di programmazione e robotica. Partecipanti di diverse età e provenienti da scuole e contesti diversi si sono organizzati in team per affrontare sfide settimanali con robot educativi: progettazione, costruzione, programmazione e presentazione di un progetto innovativo collegato al tema di quest’anno, l’archeologia. Mettere in dialogo archeologia e informatica, due ambiti apparentemente distanti, ha rappresentato uno degli aspetti più formativi dell’esperienza: un esempio concreto di come le competenze digitali possano contribuire ad affrontare problemi reali e interdisciplinari.
Sul tavolo di gara, identico in tutto il mondo, il robot deve superare una serie di prove a tema archeologico: recuperare un reperto, trasportarlo o azionare meccanismi specifici. Le missioni sono uguali per tutte le squadre, a livello internazionale, rendendo la competizione un’esperienza condivisa su scala globale.
Alla gara le squadre sono state valutate su quattro aspetti: performance del robot nelle missioni, qualità della programmazione e strategia, lavoro di squadra e progetto innovativo.
Per prepararsi a questa sfida, nei mesi scorsi il team HOLA ha collaborato con Alice Paladin e Marco Samadelli, ricercatori dell’Istituto per lo studio delle mummie di Eurac Research, che li hanno portati a visitare il loro laboratorio ispirando possibili idee per il progetto.
Per il progetto innovativo, i ragazzi hanno ideato “Future Trace”, una capsula del tempo pensata per custodire e trasmettere alle generazioni future tracce significative della nostra epoca digitale, partendo da una domanda semplice ma profonda: come saremo ricordati?
Il percorso si è svolto all’interno di HOLA (Hands-On Laboratory), il laboratorio dell’università dedicato alla Computing Education Research, che ha messo a disposizione spazi, materiali e robot per l’allenamento. In questo ambiente, progettato per sperimentare approcci didattici innovativi e attività pratiche e dotato di arredi modulari, tecnologie immersive e strumenti per l’apprendimento della programmazione, i partecipanti hanno progettato, costruito e programmato il proprio robot nelle settimane precedenti alla gara, esercitandosi sulle missioni previste dalla competizione. Il motto di HOLA è infatti “hands-on”: apprendere facendo, promuovendo inclusione, collaborazione e creatività.
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