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Free University of Bozen-Bolzano

Prevenzione e sicurezza. Siglato il protocollo d’intesa

La collaborazione triennale tra unibz, Provincia autonoma di Bolzano e Fondazione Regolino, mira a promuovere una cultura della sicurezza, formazione e responsabilità sociale.
Da sin. a destra: Vincenzo Gullotta, Fabio Ciaponi, Albrecht Matzneller e il rettore, prof. Alex Weissensteiner. Foto: unibz
Da sin. a destra: Vincenzo Gullotta, Fabio Ciaponi, Albrecht Matzneller e il rettore, prof. Alex Weissensteiner. Foto: unibz

È stato firmato oggi il Protocollo d’intesa per la collaborazione istituzionale e la promozione di iniziative educative, culturali e formative in materia di prevenzione e sicurezza per il triennio strategico 2026-2028 tra la Provincia autonoma di Bolzano – Ripartizione Personale – Servizio provinciale di prevenzione e protezione, la Direzione Istruzione e Formazione italiana della Provincia autonoma di Bolzano, la Libera Università di Bolzano e la Fondazione Regolino ETS. L’accordo nasce con l’obiettivo di sviluppare una collaborazione strutturata e continuativa per diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza come valore civico e sociale, promuovere iniziative rivolte alla comunità scolastica e alle giovani generazioni, favorire percorsi di sensibilizzazione e cittadinanza attiva e consolidare una rete stabile tra enti pubblici, università e Terzo Settore. Tra gli obiettivi indicati dal protocollo vi è inoltre la definizione di strumenti operativi e modelli attuabili anche sul resto del territorio italiano.

Le iniziative che potranno essere sviluppate nell’ambito del protocollo comprendono campagne educative e di sensibilizzazione, percorsi formativi e laboratoriali, eventi culturali e iniziative pubbliche sul territorio, produzione di materiali didattici e divulgativi, attività di ricerca e valutazione dell’impatto sociale ed economico, oltre a tavoli tecnici tematici e momenti di confronto interistituzionale. Le attività saranno realizzate principalmente sul territorio della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige, con possibilità di estensione e replicabilità in altri contesti. Un ruolo centrale sarà svolto dal Tavolo tecnico permanente, composto da un rappresentante per ciascuna delle parti, che avrà il compito di definire la programmazione annuale delle iniziative, individuare obiettivi operativi e indicatori di risultato, monitorare lo stato di avanzamento delle attività ed elaborare linee guida e documenti di indirizzo. Entro la fine del 2028, i partner si impegnano inoltre a predisporre un documento strategico condiviso per valorizzare i risultati raggiunti e dare continuità alla collaborazione anche oltre il triennio.

Stefano Gigliotti, Fabio Furciniti, Fabio Ciaponi, Albrecht Matzneller, prof. Alex Weissensteiner, Francesca Pallecchi, prof. Paolo Perego, Vincenzo Gullotta. Foto: unibz
Stefano Gigliotti, Fabio Furciniti, Fabio Ciaponi, Albrecht Matzneller, prof. Alex Weissensteiner, Francesca Pallecchi, prof. Paolo Perego, Vincenzo Gullotta. Foto: unibz

Per la Libera Università di Bolzano, il responsabile scientifico del protocollo è il prof. Paolo Perego, della Facoltà di Economia e Management e membro del Centro di Competenza della Sostenibilità dell’Università, che afferma: «Dal punto di vista della ricerca, il Protocollo consente di sviluppare modelli di analisi e valutazione dell’impatto capaci di misurare in modo rigoroso l’efficacia delle iniziative di prevenzione e sicurezza, contribuendo alla definizione di evidenze utili per le politiche pubbliche e per la diffusione di standard condivisi. In questo senso, il Centro di Competenza sulla Sostenibilità di unibz si pone come piattaforma di integrazione tra ricerca interdisciplinare, trasferimento delle conoscenze e supporto alle istituzioni, con l’obiettivo di generare soluzioni scalabili e orientate al lungo periodo».

«Questo Protocollo rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della collaborazione tra unibz, le istituzioni del territorio e il Terzo Settore. L’università può contribuire in modo significativo alla promozione della cultura della prevenzione e della sicurezza attraverso la ricerca, la valutazione dell’impatto e lo sviluppo di percorsi formativi e didattico-pedagogici rivolti alle giovani generazioni. È proprio nell’incontro tra competenze scientifiche, scuola e comunità che possono nascere buone pratiche durevoli, capaci di produrre valore per il territorio e di essere replicate anche in altri contesti», dichiara il Rettore della Libera Università di Bolzano, prof. Alex Weissensteiner.

«La prevenzione e la sicurezza non sono solo norme da rispettare, ma valori da costruire giorno dopo giorno, soprattutto con le giovani generazioni. Con questo Protocollo d’intesa rafforziamo una collaborazione interistituzionale che mette al centro la scuola come luogo privilegiato per promuovere consapevolezza, responsabilità e cittadinanza attiva. Investire in educazione alla sicurezza significa investire nel benessere delle persone e nella qualità della nostra comunità», sottolinea l’Assessore Marco Galateo - Vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano e Assessore alla scuola in lingua italiana.

«Questo Protocollo ci permette di dare continuità e struttura a un lavoro condiviso sulla cultura della prevenzione, integrando competenze diverse e valorizzando il ruolo educativo della scuola. L’obiettivo è offrire alle studentesse e agli studenti percorsi significativi, capaci di collegare apprendimento, responsabilità sociale e attenzione alla sicurezza nei contesti di vita, di studio e di lavoro», aggiunge il Sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta.

«Promuovere la cultura della sicurezza significa anche investire nelle nuove generazioni, lavorando sul mindset da cui nascono i comportamenti. Prima delle regole, viene il modo in cui scegliamo di guardare e interpretare il mondo. Con questo Protocollo rafforziamo un percorso che mette al centro la persona e la prevenzione come responsabilità condivisa, consolidando anche la collaborazione con il Centro di Competenza della Sostenibilità della Libera Università di Bolzano, con cui abbiamo istituito un Osservatorio Permanente sulla Sicurezza per misurare l’impatto delle nostre iniziative non convenzionali. Crediamo che il più potente dispositivo di sicurezza sia il pensiero: è da lì che può nascere un cambiamento culturale concreto e duraturo», sostiene Fabio Ciaponi, Presidente Fondazione Regolino ETS.

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