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Free University of Bozen-Bolzano

Approvazione provvisoria per convenienza ma anche per la credibilità dell'Europa

UE-Mercosur: l’editoriale di Federico Boffa e Giacomo Ponzetto su benefici economici, tutele agricole e credibilità europea.

By Federico Boffa

Diverse bandiere blu dell’Unione Europea con stelle gialle sventolano al vento davanti a edifici moderni e cielo sereno.
Foto: unsplash | Alexandre Lallemand

Il recente voto che ha sottoposto il partenariato tra Unione europea e Mercosur al vaglio della Corte di Giustizia europea rischia di rallentarne in modo significativo l’approvazione: si potrebbero perdere un paio di anni. È invece opportuno procedere a un’approvazione provvisoria, procedura prevista dalle norme europee e già invocata dalla Germania. Un passo necessario non solo per cogliere da subito i benefici economici derivanti da una maggiore integrazione commerciale tra i due blocchi, ma anche per non appannare il segnale di capacità decisionale e di pragmatismo che l’Unione europea ha offerto ratificando l’intesa, con il contributo determinante del governo italiano. Al contrario, rinviare darebbe un segnale di debolezza, a  scapito dell’autorevolezza e del prestigio dell’Europa, già offuscati negli ultimi tempi.

Quello tra UE e Mercosur è un accordo meritevole ed equilibrato. Anzitutto presenta infatti ampi benefici complessivi per le due economie. Inoltre prevede espressamente tutele e compensazioni per la minoranza di comparti che possono risultarne danneggiati. Queste salvaguardie sono una scelta doverosa non soltanto per ragioni di equità, ma anche per costruire un consenso ampio e duraturo a favore dell’integrazione economica internazionale. È indubbio che resti molto da fare per definirne precisamente la modulazione, ma questa non è una ragione per tenere in ostaggio l’intero accordo. Meno ancora per premiare chi sa esercitare la massima pressione politica, anziché chi risulta effettivamente più esposto a perdite.

A differenza di quanto possano suggerire le proteste degli agricoltori, a correre rischi non è l’intero settore agricolo, che invece include produzioni, spesso di alta qualità, di cui l’Unione europea è produttore naturale e primo esportatore mondiale: per queste, gli accordi commerciali sono opportunità positive. Gli esempi più rilevanti sono il vino e l’olio di oliva, di cui l’UE detiene oltre il 60% delle esportazioni globali, al netto di quelle intracomunitarie. Prodotti fortemente trasformati, in cui la quota di valore aggiunto dei coltivatori è limitata, ma che restano centrali per l’identità dell’agricoltura europea e in particolare di quella italiana.

Diverso è il caso di altri comparti, soprattutto nell’allevamento bovino e avicolo, che hanno motivi fondati di preoccupazione poiché risultano poco competitivi rispetto ai produttori sudamericani. L’esposizione alla concorrenza estera rischia concretamente di portarli fuori mercato. Occorre dunque tutelarli, ma evitando la trappola di cristallizzare lo status quo. Meglio promuovere una riconversione della nostra agricoltura verso produzioni più differenziate e a maggiore valore aggiunto. Probabilmente anche verso un ulteriore snellimento, proseguendo la trasformazione strutturale che ha ridotto l’occupazione agricola in Italia dal 40% del 1950 al 3,4% del 2023.

A livello internazionale, non va infine persa l’occasione di integrare l’accordo per renderlo anche un valido strumento di tutela della foresta amazzonica. Basterà adottare il meccanismo proposto dall’economista norvegese Bård Harstad, professore di economia dell’ambiente a Stanford: concedere al Mercosur un accesso al mercato europeo più ampio di quello previsto sinora (che è limitato da quote restrittive), ma rigorosamente subordinato alla non riduzione dell’area di foresta primaria. Un vincolo di questo tipo, facilmente verificabile con il monitoraggio satellitare, consentirebbe all’UE di coniugare una politica commerciale pragmatica con una politica ambientale realmente efficace. Un approvazione provvisoria, o financo dilazionata, dell'accordo sarà un male non venuto per nuocere se in compenso consentirà di accelerarne questo cruciale miglioramento.

Questo articolo è stato pubblicato su Italy Post.

Giacomo Ponzetto

Contenuto disponibile solo in italiano